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martedì 28 aprile 2015

"FIGLIO DI NESSUNO" un film per gli occhi


La purezza di un ragazzo lupo raccontata dal debuttante Vuk Rsumovic


Come si può definire esordiente Vuk Ršumovic?
Non è possibile, almeno dopo aver visto “Figlio di nessuno”.
Uscita nelle sale italiane lo scorso 17 aprile, la pellicola si è aggiudicata, alla scorsa mostra del cinema di Venezia, il premio del pubblico e quello FIPRESCI per il miglior film nelle sezioni Orizzonti e Settimana della critica. E non smette di ottenere consensi e riconoscimenti nei maggiori festival internazionali.

L’opera è una storia, come afferma lo stesso Ršumović, “sul desiderio di essere amati e di appartenere” - “narrata dalla prospettiva di un ragazzo selvaggio che si confronta per la prima volta con la civiltà”. Chi lo ha visto ha sentito forte il riferimento a “Il ragazzo selvaggio” , il racconto di Jean Itard, successivamente adattato per il cinema in un noto film di Truffaut. Certo il contesto storico e sociale è diverso, ma il richiamo c’è. Nel film di Vuk Ršumovic sono le immagini a parlare, è la pancia a dettare le emozioni, la storia rimane relegata di contorno, lo spettatore è rapito dall’interiorità di Pucke e dal suo processo di cambiamento (sarà un’evoluzione o al contrario un processo di perdita dell’ingenuità) che inizia con la permanenza in orfanotrofio, vissuto prima come una sorta di prigione, ma che gradualmente diverrà per il ragazzino un luogo di protezione in cui poter trovare un surrogato di famiglia

Nella prima parte della narrazione il suo punto di riferimento è Zika, un ragazzino un po’ più grande di lui, il primo che riconosce l’umanità di Pucke e che lo difende dai prepotenti, ma anche il primo a deluderlo e a fargli rivivere il trauma dell’abbandono. L’affettività del giovane selvaggio passa quindi nelle mani del maestro Ilke che capirà il reale potenziale di crescita di Pucke, dedicandosi alla sua educazione. Pucke non scoprirà solamente il mondo all’interno delle quattro mura dell’istituto che lo tiene in custodia, ma, e vien da dire purtroppo, anche ciò che sta fuori. E sarà la morte dell’infanzia, di quelle illusioni sul concetto stesso di umanità. Si troverà catapultato in una spirale di odio insensato e gratuito. Così il sogno sarà tornare nell’armonia e nel silenzio della natura, trasformata in madre benevola in un mondo crudele.

 Il regista affronta con perspicacia la narrazione del conflitto che smembrò la Jugoslavia e che rappresenta una ferita ancora aperta. Si esce dal cinema con, impressa negli occhi, la purezza del “ragazzo lupo”, lo straordinario debuttante Denis Murić. Il suo sguardo, trasformato in punto di osservazione, grazie alle pregiate inquadrature che fanno proprio il corso della storia, passerà dalla paura alla diffidenza, dalla gratitudine all’incanto. Puro è l’unico aggettivo per poter descrivere questo film, la storia di un ritorno a una verginità forse molto meno selvaggia di quella vissuta nella realtà quotidiana.

- Marcella Sullo - 
FIGLIO DI NESSUNO
Durata: 97 Minuti-Serbia, 2014
Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione,
Produzione: ART&POPCORN – BABOOM.
Regia: Vuk Ršumović
Sceneggiatura di Vuk Ršumović
Interpreti: Denis Murić, Miloš Timotijević, Pavle Čemerikić, Isidora    Janković
Fotografia di Damjan Radovanovi-
Montaggio: Mirko Bojović
Musica: Jura Ferina e Pavao Miholjević




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lunedì 27 aprile 2015

KIROSEGNALIAMO 27 Aprile – 3 Maggio 2015


Kirosegnaliamo
K-news




Kiri, continuano le segnalazioni in Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.Per voi, di settimana in settimana, alcuni suggerimenti, piccoli e grandi, sia In che Off, selezionati sulla base delle vostre importanti indicazioni, in pieno kirostile, qualità libera da tutto e da tutti!!!







circa il  TEATRO

DEBUTTO
“DOIT Festival – Drammaturgie Oltre Il Teatro” direzione artistica di Angela Telesca e Cecilia Bernabei
TEATRO DUE ROMA - Roma - da Martedi 28 Aprile a Domenica 24 Maggio -  ore 21.00_dom ore 18.00
Promosso da TEATRO DUE ROMA teatro stabile d’essai POLO PERMAMENTE DI PROMOZIONE FORMAZIONE OSPITALITÀ
in collaborazione con Artigogolo I edizione del concorso di drammaturgia, a cura di Associazione culturale ChiPiùNeArt
“La vita è sogno”. È tutto lì: nel sogno di un teatro vivo e creativo, nell’aspirazione a partecipare attivamente al suo esistere.
DOIT! L’invito è al fare e al realizzare, ritornando all’artigianalità del teatro. Oggi più che mai in Italia, dove la cultura è un optional per pochi coraggiosi.
Non un classico festival di teatro contemporaneo, ma un ambizioso progetto di promozione culturale, di elevato valore letterario e d’impegno civile che manifesta la sua unicità nell’attenzione alla simbiosi tra scrittura per il teatro e messinscena.
L’idea del festival nasce dal desiderio di promuovere la creatività delle nuove generazioni e delle tante realtà teatrali “periferiche”, di individuare proposte sceniche innovative che si nutrano del dialogo tra i saperi artistici e la quotidianità. Il DOIT Festival si propone di alimentare una rete di relazioni che superino il contesto locale, favorendo l’incontro con la critica, gli operatori culturali e il pubblico di tutte le età, con particolare riguardo ai giovani spettatori ai quali saranno riservate speciali promozioni.
Programma prima settimana:
#TESSUTO 28-29 aprile
Cascina Barà – Capannoli (PI)
Teresina è un’immigrata scomparsa misteriosamente. Mia, sua figlia, non conosce le sue origini, ha bisogno di costruire un nesso fra la persona che è ed il suo passato. Con questo spirito affronta un lungo viaggio per cercarla, ma ciò che trova è il diario di tessuto incompleto iniziato da sua madre insieme ad una casa vuota. Emigrazione, maternità, clandestinità e lavoro sono i protagonisti di uno spettacolo giocato su un rivoluzionario dialogo tra diverse esperienze artistiche: musica, diario di tessuto e disegno digitale.
da un’idea di Daniela Scarpari -Autore: Alessandra De Luca-Interprete: Daniela Scarpari
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DORIS EVERY DAY 30 aprile-1 maggio
Compagnia DOVECOMEQUANDO – Roma
Testo vincitore della IV edizione del Premio di drammaturgia DCQ – Giuliano, Gennaio 2012
Progetto vincitore del bando di residenza artistica del Teatro Studio Uno, 2013/14
La bellezza come ideale, aspirazione, must.  Doris è bionda. Non è nata bionda. Ha studiato. Era bionda dentro. L'ossessione inculcata dalla madre è quella di vivere bella, felice e contenta, per sempre. Come una bambola in una favola. Doris aspetta il suo "Ken". Con lui, il sogno perfetto potrebbe finalmente prendere forma. Ma la realtà non può essere ridotta ai desideri di plastica di una bambola.
Autrice: Laura Bucciarelli-Regia: Pietro Dattola-Interpreti: Flavia Germana De Lipsis e Andrea Onori
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IO RIDO. STORIA MISTERIOSA DI UNA CENA INDIMENTICABILE 2-3 maggio EVENTO OFF
Compagnia Teatro Il Moscerino – Pinerolo (TO) / Ass. Cult. ChiPiùNeArt - Roma
Spettacolo finalista del concorso Diversamente Stabili - Roma, 2015
Spettacolo finalista del Nops Festival Roma, 2015
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto. Un uomo elegante, dal farfallino colorato e dai numerosi tic, apparecchia meticolosamente una tavola, ma soltanto a metà, e poi attende con ansia l'arrivo di una persona. Ecco comparire sulla porta una donna con un tutù, una coroncina in testa e le guance rigate da lacrime nere. Chi sono i due strani personaggi? Perché si sono incontrati di nascosto in un appartamento fatiscente? Nulla è quel che sembra e il finale svelerà il contorto gioco e la vera natura di un uomo all’apparenza più che ordinario.
Autore e regista:Samuel Dossi Interpreti: Marta De Lorenzis e Luca Maggia
www.teatrodueroma.it

lunedì 20 aprile 2015

KIROSEGNALIAMO 20-26 Aprile 2015

Kirosegnaliamo
K-news




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circa il  TEATRO

DEBUTTO
IDENTIKITdi Antonio Giuliani e Maurizio Francabandiera
con ANTONIO GIULIANI
TEATRO OLIMPICO - Roma -  da Martedi 21 a Domenica 26 Aprile 2015, ore 21.00_dom ore 18.00
Forte del successo dei suoi recenti show nei quali ha dato vita a un affresco moderno e graffiante dell’Italia e gli italiani, Antonio Giuliani conclude questo viaggio confezionando IDENTIKIT, l’ultimo capitolo della esilarante trilogia che ha come filo conduttore il Bel Paese.
Usanze e credenze, vizi e virtù, refusi politici e redenzioni sociali. Tutto questo è Identikit: un’analisi ironicamente dissacrante sui luoghi comuni che vedono protagonisti la nostra nazione e i suoi abitanti.
Ricca dello humor frizzante che contraddistingue lo stile unico dell’artista romano, tra i volti più noti del panorama comico nazionale, la nuova impresa di Antonio Giuliani ci racconta l’Italia moderna con l’occhio ironicamente critico dell’osservatore esterno. Poche, semplici domande alle quali il nostro fuoriclasse della risata dà la sua risposta originale: rappresentiamo davvero lo stereotipo dell’italiano medio? Siamo il riflesso di un Paese in tragicomica decadenza?
L’Identikit di tutti noi diventa così uno spettacolo che con un sorriso regala al pubblico inaspettati spunti di onesta riflessione, come ci ricorda Giuliani stesso: “Nessuno è portatore di verità, ma la risata esprime sentimenti autentici. La risata è una maschera ed è proprio grazie ad essa che riusciamo a dire cose che non possiamo dire, fare cose che non possiamo fare, essere liberi.”
Cinecittà Spettacoli_Autori e registi: Antonio Giuliani e Maurizio Francabandiera Interprete: Antonio Giuliani
www.teatroolimpico.it

lunedì 13 aprile 2015

KIROSEGNALIAMO 13-19 Aprile 2015

Kirosegnaliamo
K-news




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circa il  TEATRO


DEBUTTO
“LA VELA NERA DI TESEO” di Gianni de Feo
TEATRO OROLOGIO – Sala Gassman - Roma – da Martedi 14 a Domencia 19 Aprile 2015,  ore 21.15_dom ore  17.45
"Sbalorditivo accecante interno nero nella più profonda delle nostre grotte"
Gianni de Feo interpreta la figura di Teseo, inedita nella rilettura dell’autrice Valeria Moretti, ancora più enigmatica e seduttiva rispetto alla versione originale del mito greco.
Teseo, figlio di due padri, uno mortale e l'altro divino, dopo un rito propiziatorio si prepara al viaggio nel labirinto, danzando al ritmo greco del Sirtaki e avvolgendosi nella sua ampia vela nera, come la veste roteante di un Derviscio. Arianna, come intorpidita da uno stato ipnotico, lamenta il suo abbandono: “Tu m’as abandonnée au bord de la plage, Thésée..” facendo eco al canto di Monteverdi: “Lasciatemi morire!”. L’urlo solitario del Minotauro, proveniente da spazi interiori, sembra invocare labirinti non ancora esplorati.
Quello di Teseo diventa quindi un viaggio per conoscere sé stesso e il mondo, per capire quali sono effettivamente i mostri da combattere, le convenzioni da distruggere e i desideri da inseguire.
Compagnia del Metateatro diretta da Pippo Di Marca_Autore, regista ed interprete: Gianni de Feo-Testo: Valeria Moretti-Scene Roberto Rinaldi-Costumi: Sonia Piccirillo-Aiuto regia: Elisa Pavolini-Foto di scena: Manuela Giusto

mercoledì 8 aprile 2015

TEATRO DELLE ESPOSIZIONI #6, Accademia di Francia a Roma: Prendere tempo

autore: Annalisa Laghi (XyzKira) 
blinkARTvisor 






Se ne non l'avete ancora fatto, prendetevi il tempo, come invita a fare il titolo stesso della mostra, per una visita a Villa Medici - Accademia di Francia a Roma(1), per la sesta edizione del Teatro delle Esposizioni #6 che si svolgerà fino al 12 aprile.

Appuntamento ormai consolidato del panorama culturale della capitale, il Teatro delle esposizioni è, senza dubbio, l'occasione per far conoscere al pubblico romano (e non solo), la varietà e la ricchezza dei progetti degli artisti e dei ricercatori, di differenti nazionalità, che  ogni anno, nella splendida cornice di Villa Medici, hanno la possibilità di perfezionarsi nelle loro discipline. Scrittori, cineasti, architetti, compositori, restauratori, storici dell'arte, pittori, scultori, fotografi, designers,  è lungo - e sempre in continuo aggiornamento - l'elenco delle professionalità che rende l'Accademia un laboratorio culturale all'avanguardia.

Compito non facile, dunque, quello del curatore della mostra, Claudio Libero Pisano, nell'individuare un tema di riflessione comune, un coerente fil rouge, che permettesse di seguire un viaggio alla scoperta di lavori tanto distanti tra loro per le specificità di materie così diverse: il concetto di tempo. Lo spunto non è casuale e si rifà, innanzitutto, alla nozione di tempo proposta ai 18 artisti residenti dal filosofo Giorgio Agambem che, quest'anno in veste di Nouveau Prix de Rome (2), li accompagna nel loro percorso creativo con seminari e conferenze. Non solo. "Prendere tempo" significa per il curatore "restituire responsabilità e valore alle cose", poter cogliere profondamente quello che spesso si dimentica di fronte ad "un'opera finita", ovvero che "non è solo quello che si vede, ma il risultato di un percorso complesso, di allontanamenti e ricomposizioni. Un’opera è il tempo necessario al suo realizzarsi." Si tratta, quindi, di soffermarsi sul momento unico, proprio del processo creativo, in cui il bagaglio di esperienze diventa "possibilità di produrre pensiero che guarda all'arte senza l'ansia di fornire prodotti"; aspetto che, poi, rappresenta una delle più grandi opportunità offerte dal soggiorno romano agli artisti dell'Accademia.

Il visitatore può, dunque, immergersi in questo percorso nella creatività, spesso frutto della collaborazione tra diversi artisti, trasportato di opera in opera in diversi scenari: dall'invenzione di un nuovo e moderno strumento polivalente "in progress" del compositore Ondrej Adámek, alla singolare e affascinante proiezione dalla restauratrice Eleonora Gioventù all'interno della cisterna romana. Dai volti dei borsisti "presenti e passati" che appaiono e svaniscono negli schermi installati dallo scenografo Pierre Nouvel, alla traduzione visiva di un processo creativo letterario basato sui movimenti di alcuni borsisti in villa dello scrittore Philippe Vasset. Dal video della plasticienne  Su- Mei Tse in cui i giardini dell'Accademia e l'azione della stessa dell'artista si fanno metafora del momento di riordino che precede la fase creativa, al taglio sulla parete, di  'fontaniana memoria', che allude all'oltre degli architetti Stephanie Fabre e Éric Gillet. E ancora la "casa parlante" (nata dalla collaborazione con i due architetti) che racconta la 'sua storia' attraverso le parole della scrittrice Gäelle Obiégly, a cui segue il grande dipinto della cineasta Mitra Faharani che gioca con ironia sul rapporto finzione-realtà 'chiamando in causa'  anche l'artista che espone accanto a lei, il plasticien Hassan Smati, a sua volta impegnato ad esplorare i diversi linguaggi della scultura, della pittura e del disegno. Altrettanto singolari sono le collaborazioni nate dall'incontro tra il compositore Raffaele Grimaldi e il fotografo Raphäel Dallaporta  che in un mix di immagini e musica raccontano e documentano la ricerca sull'ecclettico Athanasius Kircher (1601-1680) e quella tra la pittrice Josephine Halvorson e i designer Charles Mazé e Coline Sunier, per cui tra i diversi dipinti delle porte degli interni di Villa Medici, che lasciano intuire la ricchezza e l'importanza della storia presente e passata di questi luoghi, spicca un dipinto che fa da contraltare visivo al tentativo dei designer di creare una sorta di catalogo dei graffiti presenti in alcune pareti di Palazzi nel centro storico della città (3). A questo ultimo progetto potrebbe idealmente legarsi il lavoro della storica dell'arte Francesca Alberti che, attraverso una selezione di immagini proiettata su una parete, coinvolge direttamente il visitatore nella sua ricerca dedicata alle origini del gribouillage, lo 'scarabocchiare moderno' come espressione artistica. Con l'installazione del compositore Sebastian Rivas si viene, invece, proiettati all'interno di un appartamento ricostruito in perfetto stile anni 70' in cui il tempo è scandito dalla diffusione, in contemporanea, di diversi discorsi di leader politici conservatori che finiscono col fondersi in un'unica voce, così come, il cineasta Hu Wei, si diventa 'complici silenziosi' del progetto del giovane fotografo ambulante protagonista del suo cortometraggio, LA LAMPE AU BEURRE DE YAK.

È ora, come dicevo, non  resta che "prendere tempo"...

-------- 

(1) Per una storia di Villa Medici e del l'istituzione Accademia di Francia vedi www.villamedici.it
(2) Con Nouveau Prix de Rome si intende la nuova figura, ovvero una personalità di fama  internazionale, proposta dal ministro della Cultura e Comunicazione per accompagnare con il suo  contributo i borsisti durante il corso del loro soggiorno in Accademia.

(3) Nella mostra è presente un altro progetto frutto della collaborazione tra la scrittrice Obiégly, lo scenografo Nouvel e il compositore Raffaele Grimaldi.

- Annalisa Laghi - 



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domenica 5 aprile 2015

FELICE PASQUA A TUTTI I KIRI

K-news

... ed eccoci ad augurare a tutti i Kiri di Kirolandia una felice Pasqua 2015!!!!!! 

www.kirolandia.com
www.kirolandia.blogspot.it
www.fridaartes.wordpress.com

giovedì 2 aprile 2015

FINO A QUI TUTTO BENE pellicola applauditissima di Roan Johnson




Ci sono anni che non si dimenticano mai, che restano indelebili nella nostra memoria. Sono gli anni della goliardia, quando si è studenti, magari costretti a dividere lo stesso appartamento. Sono quegli anni che ti formano, anni fatti di amori, piccoli drammi, nottate sui libri, feste, invidie e gioie. Ma cosa succede quando si deve dire addio a quel periodo? Quando dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, fare delle scelte che cambieranno la nostra vita e che ci porteranno a prendere strade diverse? 
È questo il tema di "Fino a qui tutto bene", il film del regista Roan Johnson, uscito nelle sale il 19 marzo. 

martedì 31 marzo 2015

KIROSEGNALIAMO 31 Marzo-6 Aprile 2015

Kirosegnaliamo
K-news



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circa il  TEATRO

DEBUTTO
“FESTA DELLA REPUBBLICA cortocircuito teatraledi Giancarlo Nicoletti
TEATRO TRASTEVERE - Roma - da Martedi 31 Marzo a Sabato 4 Aprile,  ore 21.00
2 Giugno. Una giornalista di cronaca nera e un intellettuale. Un’aspirante showgirl, sua madre e un complottista illuminato. Il fascicolo con le prove della trattativa Stato - Mafia. Il nipote del Presidente della Repubblica e due mafiosi in missione. La lingua italiana non è nata a Firenze ma in Sicilia. Un cantante e la moglie di un imprenditore scomparso. Un integerrimo Sottogretario alla Cultura. Pezzi di cadavere nella buca delle lettere, poteri occulti, un talent show per voci nuove. Il latino della Chiesa e il volgare medievale, la babele dei dialetti, i video su Youporn. La comunicazione, la vita in streaming, il linguaggio e la corsa al successo.
“Festa della Repubblicaè un cortocircuito teatrale unconventional: teatro di ricerca, commedia, dramma, sperimentazione, trash d'autore, indagine sociologica e poesia colta allo stesso tempo. Una scommessa irriverente di teatro spudoratamente contemporaneo, ma senza la patina radical chic; un tentativo di svecchiare le dinamiche teatrali classiche, strizzando l’occhio all’attuale produzione drammaturgica internazionale, nella ricerca di una fusione fra gli stili e i linguaggi di scena più distanti fra loro.
Si ride, ma non è una commedia; si riflette e denuncia, ma non è teatro civile; in un vortice di ritmi scenici serrati, il surrealismo si fonde al naturalismo, in un affresco post moderno dell’attualità italiana, rappresentata dalle nevrosi, le contraddizioni, le speranze e le paure degli undici personaggi in scena. Un testo sul linguaggio, verbale, del corpo e dei mass media e sui linguaggi, come lingue, dialetti, costruzioni colte e volgari, in definitiva “parole” che divengono gabbie dell’incomunicabilità contemporanea.
PLANET ARTS collettivo teatrale_Autore e regista: Giancarlo Nicoletti-Interpreti: Stefania Fratepietro, Giancarlo Nicoletti, Valentina Perrella, Luca Di Capua, Matteo Montalto, Pierpaolo Saraceno, Alessandro Giova,Cristina Todaro, Silvia Carta, Andrea Venditti, Alessandro Solombrino-Grafica & Vide: Marko Carbone-Assistente alla regia: Valentina Migliore -Scene: Giovanna Sottile-Aiuto regia: Sofia Grottoli – Matteo Volpotti
www.teatrotrastevere.it

DEBUTTO
“PARTITURA P” di  Fabrizio Falco
da Luigi Pirandello
TEATRO OROLOGIO – Sala Gassman - Roma da Martedi 31 Marzo a Sabato 4 Aprile 2015,  ore 21.15
“Partitura P”, uno studio su Luigi Pirandello, in cui il variare della sua recitazione restituisce, in un unico flusso evocativo, le novelle “L’uomo dal fiore in bocca”, “Una giornata” e “Il treno ha fischiato”.
Tre stati d’animo, tre tempi diversi che possono essere accostati come fossero movimenti di un unico concerto sinfonico. Un inizio ossessivo, scandito dal tic tac di una pendola metafisica, che si stempera in un adagio centrale (la sospensione incredula di un uomo che ha smarrito la propria identità), per poi terminare nell’allegro vorticoso del finale, dove il fischio del treno risveglia all’improvviso la coscienza sopita di Belluca, svelandogli il mondo dimenticato.
Complice nascosto di Falco, il musicista Angelo Vitaliano, che crea dal vivo una drammaturgia musicale con suoni elettronici, duettando in consolle con la recitazione e creando ogni sera una diversa partitura.
Minimo Comune Teatro_da Luigi Pirandello- Autore, regista, interprete: Fabrizio Falco-Disegno luci: Daniele Cipri-Musiche: Angelo Vitaliano-Scene: Francesco Ciccimarra-Costumi: Martina Tardani-Produzione e organizzazione:Vincenzo Maurizio Paolella

DEBUTTO
Il Signor Fortunato e altre storie” di Liborio Luca Mazzone
TEATRO STUDIO UNO  - Roma -  da Martedi 31 Marzo  a Domenica 5 Aprile 2015,  ore 21.00_dom. ore 18.00 .
Per la prima volta, in via del tutto eccezionale, ad un ristretto gruppo di spettatori viene concesso di visitare un ospedale psichiatrico. Al centro della sala d’aspetto quattro pazienti, come animali in una gabbia da circo, proveranno a raccontare la loro storia, alternando momenti buffi e divertenti a riflessioni sul disagio, la sofferenza e l’oblio.
La malattia si siede di fianco a noi, si presenta, ci racconta la sua storia. Le sue storie. Sei. I visitatori (il pubblico) verranno poi chiamati in ambulatorio dove, guidati dal dottor Scaccianoci, analizzeranno e, insieme, vivranno il caso, la storia del Signor Fortunato. Questa esperienza darà modo di riflettere su i processi mentali, che costituiscono il nostro essere, la nostra vita. Una riflessione ironica a volte amara, sull'atteggiamento ostile e superficiale che abbiamo nei confronti della malattia e di tutto quello che non conosciamo.
L'ignoto, invece di incuriosirci, ci spaventa. Riusciremo a guardare oltre la gabbia?
Associazione Culturale Il Volo del Calabrone_Autore e regista: Liborio Luca Mazzone-Interpreti: Elisa Armellino, Daniele Bianchini, Marco Fasciana, Laura Garofoli, Liborio Luca Mazzone, Ezio Passacantilli, Ania Rizzi Bogdan e Martina Storani-Musiche originali: Valerio Fubelli-Contributi video: Martino Fiorentini-Scenografia e costumi Adelaide Stazi-Locandina originale: Gabriele Siviglia

PROSEGUE
 “Tutti i padri vogliono far morire i loro figli” di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi
PRIMA NAZIONALE
TEATRO OROLOGIO – Sala Orfeo - Roma  - da Giovedi 10  Marzo  a Venerdi 3 Aprile 2015,  ore 21.00_dom ore 17.30
Riassumiamo: i padri vogliono far morire i loro figli
(perciò li mandano alla guerra)”
[Pier Paolo Pasolini, Affabulazione. Roma 1966]
Liberamente ispirato ad Affabulazione di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo narra le vicende di una famiglia, e dell'incontro-scontro di un padre con suo figlio. L'ambientazione è l'epoca moderna, ma una modernità che si pone come lettura di un presente che poggia le sue basi su nuovi archetipi. Proprio per questo si è sentita l'esigenza di prendere spunto dalla struttura narrativa di Affabulazione ma di mutarne completamente i contenuti; infatti mentre il testo di Pasolini iniziava con un coro tragico rappresentato dalla figura di Sofocle, nella riscrittura di Tutti i padri vogliono far morire i loro figli il coro sarà rappresentato dall'ombra di Pasolini, e l'archetipo che narrerà non saranno le vicende tragiche e mitiche di Edipo, ma il racconto del '68! Proprio i temi del ‘68 costituiscono la cornice entro la quale tutti personaggi agiranno. Le tensioni tra i vari personaggi saranno provocate da una divergente lettura di questi temi che procurerà ferite insanabili soprattutto tra le due figure chiave dello spettacolo: il padre e il figlio.
Siamo in una casa al mare, una casa da buona famiglia borghese, dove vivono un ragazzo con sua madre. L'azione dello spettacolo ha inizio con il ritorno del padre, dopo quindici anni di silenziosa assenza. Un padre che dichiara di essere molto malato, e che prima di morire vuole ricucire il rapporto con suo figlio, che in realtà non ha mai conosciuto. Il padre ci appare come un uomo dal grande vissuto, che ha sempre preferito la libertà alle responsabilità, e che grazie al suo lavoro, fotografo, si è trovato spesso a vivere i momenti più importanti della storia degli ultimi trent’anni. Lui, fiero protagonista del ’68, animato dagli ideali libertari, si troverà a scontrarsi ferocemente con suo figlio, al quale il padre appare come un bambino mai cresciuto che nella vita ha goduto di situazioni estremamente privilegiate e di cui lui, figlio, in qualche modo paga ancora le conseguenze. Nella dialettica tra questi personaggi e nelle istanze che essi rappresentano sta il nucleo di questa tragedia moderna, che ci appare come un infinito affabulare sul doloroso e irrisolto mistero dell'essere figli nell'epoca dell'assenza dei padri.
Compagnia CK Teatro_Drammaturgia: Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi-Regia: Leonardo Ferrari Carissimi-Interpreti: Irma Ciaramella, Anna Favella, Chiara Mancuso, Luca Mannocci, Mauro Santopietro-Scene e costumi: Alessandra Muschella-Disegno luci: Antonio Scappatura-Tecnico luci: Martin Emanuel Palma-Aiuto regia: Carlo Maria Fabrizi
Produzione: Progetto Goldstein in collaborazione con il Teatro dell’Orologio

della DANZA

DEBUTTO
HQ PROGRAM
Le sperimentazioni dell’olandese Gotra Ballet con la pianista Gloria Campaner
TEATRO OLIMPICO – Roma  - Martedi 31 Aprile 2015 ore 21.00
Debutta sul palco capitolino in prima assoluta HQ (Heroes Quest) PROGRAM, lo spettacolo, che prende vita dall’incontro tra la giovane e talentuosa pianista Gloria Campaner e il ballerino e coreografo Joost Vrouenraets, direttore artistico e fondatore del Gotra Ballet di Heerlen, vede la pianista diventare parte integrante delle coreografie danzate dai ballerini della compagnia olandese, dove suoni e gesti si intrecciano in una partitura finissima. Uno studio che pone sul piano del dialogo e dello scontro il programma pianistico del progetto Humoresques della Campaner (frutto del premio ricevuto dalla pianista veneta a conclusione degli studi presso la Hochschule für Musik di Karlsruhe) scandito dalla musica di Schumann e di alcuni fra i nomi più interessanti della nuova musica, e la ricerca di Vrouenraets sull’eroismo e il comportamento eroico.
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Per il  Festival Internazionale della Danza di ROMA V Edizione”  Filarmonica Romana e Teatro Olimpico
da Martedi 10 Marzo a Domenica 17 Maggio 2015
Dal debutto di “Fiesta Argentina” della eccezionale Compagnia di Néstor Pastorive ai leggendari Mummenschanz, oltre due mesi di danza e teatro visivo sul palco del Teatro Olimpico con cinque compagnie di diversa provenienza e formazione artistica per offrire uno spaccato dei diversi volti della danza di oggi:
le sperimentazioni dell’olandese Gotra Ballet e la pianista Gloria Campaner, la Mvula Sungani Company che dialoga con il rock dal vivo dei Marlene Kuntz, e le due coreografie “Don Q” di Scigliano e “Rossini Cards” di Bigonzetti affidate ad Aterballetto.
Festival che accoglie per questa nuova, e particolarmente ricca edizione, cinque eccezionali compagnie di diversa provenienza e formazione artistica per offrire uno spaccato dei tanti volti della danza e del teatro visivo di oggi. Con una particolare attenzione quest’anno alla musica dal vivo, per cogliere ancora di più il forte legame fra danza e musica: a partire dal rock dei Marlene Kuntz nello spettacolo Il vestito di Marlene, al giovane talento della pianista Gloria Campaner per il progetto HQ Program.
Direttori artistici: Lucia Bocca Montefoschi, Matteo D’Amico
www.teatroolimpico.it

DEBUTTO
 “IL VESTITO DI MARLENE” di Mvla Sungani Company e Marlene Kuntz Live
La physical dance di Mvula Sulgani e il rock dal vivo dei Marlene Kuntz
La Danza incontra il Rock
TEATRO OLIMPICO – Roma  - Mercoledi 1 e Giovedì 2 Aprile 2015 ore 21.00
Fanno il loro ingresso al Festival Internazionale della Danza di Roma 2015 dell’Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico, la physical dance di Mvula Sungani con la stella internazionale Emanuela Bianchini e i Marlene Kuntz, band rock di culto italiana, nell’originale spettacolo che porta il titolo Il vestito di Marlene al suo debutto nella capitale.
Novità assoluta di questo progetto, su soggetto di Tom Cardinali e drammaturgia dello stesso coreografo e di Paolo Cardinali, è l’incontro tra la danza e il rock, entrambi presenti dal vivo nella loro forma originale. Due anime che si alternano nel ruolo di musa e cantore, di modella e sarto, alcove di un’anima comune.
Il vestito di Marlene è tanto la veste di seta che accondiscende le flessuosità di un corpo femminile quanto la pelle che le costringe, le vessa. In estrema sintesi sono i lividi, lascito di un rapporto possessivo, a far loro da vestigia.
Il filo conduttore dello spettacolo è la figura femminile in tutti i molteplici aspetti che la contraddistinguono. Figura alla quale spesso non si rende adeguata giustizia, ma che altrettanto spesso si impone quale fonte di ispirazione. Protagonista assoluta dell’arte, trova una delle sue migliori rappresentazioni nella danza e nella musica. Espressioni artistiche che grazie al loro dinamismo, favoriscono l'interazione ed il coinvolgimento emotivo dello spettatore.
I danzatori e la band, presenti contemporaneamente in scena, si fondono dal vivo dando alla performance un corpo, una forza ed un’anima attraverso le eccezionali coreografie di Mvula Sungani per Emanuela Bianchini stella internazionale e per la sua eclettica Mvula Sungani Company gruppo di estrazione contemporanea che, nel segno della fantasia e di uno spettacolare “osare”, nella physical dance, fonde danza classica a contemporanea, etnico-popolare ad acrobalance. Alla danza si unisce la poetica dirompente della rock band di culto dei Marlene Kuntz
CRDL – Residenza delle Contaminazioni Coreutiche, Zonafranca Spettacolo, Teatro Lyrick Assisi, Mauro Giannelli Eventi_ MVULA SUNGANI COMPANY e MARLENE KUNTZ LIVE-Interpreti: Emanuela Bianchini-Solisti della Mvula Sungani Physical Dance: Florinda Uliano, Giulia Francescotti, Chiara Bertuccelli, Imma Noemi Sacco, Raffaele Niki Rizzo, Damiano Grifoni-Musica live: voce e chitarra  Cristiano Godano, chitarra Riccardo Tesio , batteria Luca Bergia Coreografie:Mvula Sungani-Musica e testi:Marlene Kuntz-Soggetto Tom Cardinali -Drammaturgia Mvula Sungani / Paolo Cardinali-Maître de ballet:  Carla Wertenstein- Luci: Giancarlo Ferranti
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Per il  Festival Internazionale della Danza di ROMA V Edizione”  Filarmonica Romana e Teatro Olimpico
da Martedi 10 Marzo a Domenica 17 Maggio 2015
Dal debutto di “Fiesta Argentina” della eccezionale Compagnia di Néstor Pastorive ai leggendari Mummenschanz, oltre due mesi di danza e teatro visivo sul palco del Teatro Olimpico con cinque compagnie di diversa provenienza e formazione artistica per offrire uno spaccato dei diversi volti della danza di oggi:
le sperimentazioni dell’olandese Gotra Ballet e la pianista Gloria Campaner, la Mvula Sungani Company che dialoga con il rock dal vivo dei Marlene Kuntz, e le due coreografie “Don Q” di Scigliano e “Rossini Cards” di Bigonzetti affidate ad Aterballetto.
Festival che accoglie per questa nuova, e particolarmente ricca edizione, cinque eccezionali compagnie di diversa provenienza e formazione artistica per offrire uno spaccato dei tanti volti della danza e del teatro visivo di oggi. Con una particolare attenzione quest’anno alla musica dal vivo, per cogliere ancora di più il forte legame fra danza e musica: a partire dal rock dei Marlene Kuntz nello spettacolo Il vestito di Marlene, al giovane talento della pianista Gloria Campaner per il progetto HQ Program.
Direttori artistici: Lucia Bocca Montefoschi, Matteo D’Amico
www.teatroolimpico.it

sul CINEMA

PROSEGUE
 “ONDE ROAD” di Massimo Ivan Falsetta
NELLE SALE ITALIANE da Giovedi 26 Marzo 2015
Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l’etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l’Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l’agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Durata: 100 Minuti- Italia, 2014
Disrtibuzione CIndipendente_Produzione: A.C.AR.I
Regia: Massimo Ivan Falsetta-Soggetto e sceneggiatura: Massimo Ivan Falsetta-Cast: Federico l’Olandese Volante, Awanagana, Fabrice Quagliotti, Giacomo Battaglia e Luigi Miseferi, Paolo Pasquali, Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri.-Fotografia: Alfonso Martino-Montaggio: Vito Zilli -Musiche: Fabrice Quagliotti e i Rockets-Effetti speciali: Francesco Maria Conti-Animazioni 3D: Giuseppe Ivan Aquila
www.distribuzioneindipendente.it

dell’ARTE

PROSEGUE
“Matisse. Arabesque a cura di Ester Coen
SCUDERIE DEL QUIRINALE – Roma – da Giovedi 5 Marzo a Domenica 21 giugno 2015, orari vari, orari vari
“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”
In esposizione oltre cento opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti - per la prima volta in Italia - dai maggiori musei del mondo: Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.
La révélation m'est venue d'Orient scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl: una rivelazione che non fu uno shock improvviso ma - come testimoniano i suoi quadri e disegni -viene piuttosto da una crescente frequentazione dell'Oriente e si sviluppa nell'arco di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni.
Arabesque, vuole restituire un'idea delle suggestioni che l'Oriente ebbe nella pittura di Matisse: un Oriente che, con i suoi artifici, i suoi arabeschi, i suoi colori, suggerisce uno spazio più vasto, un vero spazio plastico e offre un nuovo respiro alle sue composizioni, liberandolo dalle costrizioni formali, dalla necessità della prospettiva e della "somiglianza" per aprire a uno spazio fatto di colori vibranti, a una nuova idea di arte decorativa fondata sull’idea di superficie pura.
Matisse si lascia alle spalle le destrutturazioni e le deformazioni proprie dell’avanguardia, più interessato ad associazioni con modelli di arte barbarica. Il motivo della decorazione diventa per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. E' dai motivi intrecciati delle civiltà antiche che Matisse coglie i principi di rappresentazione di uno spazio diverso che gli consente di “uscire dalla pittura intimistica” di tradizione ottocentesca.
Il Marocco, l’Oriente, l’Africa e la Russia, nella loro essenza più spirituale e più lontana dalla dimensione semplicemente decorativa, indicheranno a Matisse nuovi schemi compositivi. Arabeschi, disegni geometrici e orditi, presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre; tutti elementi interpretati da Matisse con straordinaria modernità in un linguaggio che, incurante dell’esattezza delle forme naturali, sfiora il sublime.
Curatrice: Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen,Matisse
Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo. Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore.
www.scuderiequirinale.it



Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento … 

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